GRUPPO AGESCI GUIDONIA UNO
"Alessandro Guidoni"
Associazione Guide e Scout Cattolici Italiani

Storia di un fazzolettone

Nel 1944 la scelta del fazzolettone...non fu una scelta! Il "Capo" avrebbe voluto dare al Riparto che stava costituendo qui a Guidonia i colori del suo Padova VI, era un desiderio più che legittimo: era un modo, per lui, di far rivivere quel Riparto col quale aveva tanto lavorato. Perchè non si adottarono dunque i colori del Padova VI?
La Guidonia dell'epoca era appena uscita dalla guerra, i tedeschi avevano distrutto tutto ciò che era militare e si erano ritirati verso nord; erano arrivati gli alleati, il periodo fascista definitivamente chiuso, si scalpellavano i fasci littori dei monumenti e si cancellavano le scritte inneggianti al regime...si poteva riproporre un fazzoletto...nero? Già perchè il fazzolettone del Padova VI era di colore nero con due strisce bianche ai bordi.
Qualsiasi altro colore sarebbe andato bene, ma scarseggiava la stoffa quindi si decise di adottare il fazzoletto della G.I.L. (Gioventù Italiana del Littorio), organizzazione giovanile obbligatoria. Il fazzoletto della G.I.L. era di colore blu, si applicò una striscia rossa ad un centimetro dai bordi facendola incrociare sul retro e..il fazzoletto degli scouts di Guidonia era nato!
La cosa non deve destare molta meraviglia: anche altri elementi della divisa furono riciclati da precedenti diversi usi. I calzettoni erano anch'essi della ex G.I.L., i cappelloni scout erano introvabili pertanto i primi copricapi furono bustine da avieri col giglio ASCI applicato su un lato, i calzoni corti erano di provenienza AM, le camicie erano quelle Caki dell'esercito. Per circa tre anni gli scouts di Guidonia usarono il fazzoletto che abbiamo descritto finchè fu necessario cambiarlo perchè per i nuovi arrivati non era più possibile reperire ancora fazzoletti ex GIL e , allora, agnuno si arrangiava come meglio poteva col risultato che il colore dei fazzoletti divenne approssimativo.
Un giorno il "Capo" scovò al mercato una stoffa di lana vagamente "scozzese", a righe blu, rosse e gialle. Acquistò l'intera pezza con l'idea di farne nuovi fazzolettoni: il rossi ed il giallo figuravano nello stemma del Comune, il blu rucordava il vecchio fazzoletto. Il riparto potè finalmente avere un fazoletto uguale per tutti.
Ma il Riparto cresceva e la stoffa scozzese finì e non fu più possibile trovarne una uguale. Ormai la guerra era un brutto ricordo e nei negozi di tessuti era di nuovo possibile trovare stoffe di vari colori...si ritornò al blu originario con la striscia rossa incrociata sul retro.

Storia di una cinta

La divisa cominciava a prendere forma: il fazzoletto, le camicie, le bustine da aviere, i calzettoni della es GIL. ..mancava la cinta. E non si poteva certo acquistarla alla bottega scout! Rovistando tri i rottami di cui l'aeroporto abbondava, il Capo scovò delle lastrine di ottone bianco che erano applicate come battiscopa su porte in disuso. Erano ottime per formare la base della fibbia. Scovò anche dei ritagli di lamierino di ottone giallo che sembravano fatti apposta per ricavarne dei gligli ASCI. Al lavoro! Il Capo con trapano e paziente lavoro di lima preparò lo stampo per tranciare dalle strisce di lamierino i gigli: le lastrine di ottone, tagliate a misura si infilavano nello stampo, un colpo di martello e il giglio era pronto!! Fu sufficiente saldarlo sulla base opportunamente sagomata e la fibbia era nata!! Per le cinghie si ricorse al nastro per le tapparelle anch'esso abbondante tra le rovine dell'aeroporto.