Gruppo Guidonia Uno

"Alessandro Guidoni"
 

Home

                                 
  la nostra sede virtuale  

PROGETTO EDUCATIVO DI GRUPPO
2006-2009

 

Nel vostro passaggio in questo mondo,

                                                                           che ve ne accorgiate o no,

state lasciando un segno dietro di voi……

La vostra traccia è segnata da azioni,

dalle frasi che dite dalle parole che scrivete …

B.P. (1923)

 

 

 

PREMESSA (indice)

 

Il gruppo Guidonia 1 fu fondato nel 1944 da Augusto Bordin, nell’allora Associazione Scout Cattolici Italiani (ASCI). Dal 1944 ad oggi il gruppo è andato evolvendosi assieme alla cittadina di Guidonia, affiancandosi ad essa nella sua crescita e cogliendone i mutamenti che nel corso dei decenni hanno portato sia la cittadina sia il suo gruppo scout (dal 1982 non più da solo ma assieme agli altri gruppi) alle attuali dimensioni.

Una tale storia ormai ultra-sessantennale si è andata alimentando innanzitutto grazie allo spirito educativo e innovativo del suo fondatore, persona di assoluta preminenza nel panorama locale, e grazie poi all’azione ininterrotta ed entusiasta dei Capi, degli Assistenti e dei ragazzi che da quel lontano 29 ottobre 1944 sono passati nelle sedi del gruppo indossando, una volta e per sempre, il fazzolettone rosso e blu.

In tutti questi anni inoltre l’Associazione stessa si è evoluta con continuità, diventando nel 1974 AGESCI (dall’unione di ASCI e Associazione Guide Italiane AGI), dovendo e volendo nella sua evoluzione far fronte alla crescente complessità delle sfide educative che la società man mano proponeva. Per far ciò l’AGESCI si è sempre più e sempre meglio dotata di strutture centrali, regionali e di zona, regolamenti e tutto ciò che, come il presente Progetto Educativo, permettesse ai Capi educatori di oggi di affrontare la sfida posta dalle esigenze educative dei nostri ragazzi, figli di questo tempo.

*          *          *

Il gruppo scout Guidonia 1 è attualmente composto dalle seguenti unità divise per branca:

BRANCA L/C:

1)      Branco Fiore Rosso

2)      Branco Lupi di Seeonee

Branca E/G:

1)      Reparto Gran Condor

2)      Reparto Antares

Branca R/S:

1)      Noviziato Hydra

2)      Clan Pegaso

I dati statistici relativi ai censiti riferiti al presente anno associativo (2005/2006) sono i seguenti:

- Co.Ca. 20 : di cui 14 uomini (un capo a disposizione) e 6 donne  

- Clan 27: di cui 16 ragazze e 11 ragazzi

- Noviziato 11: di cui 9 ragazzi e 2 ragazze

- Antares 43:  di cui 24 ragazzi e 19 ragazze

- G. Condor 40: di cui 21 ragazzi e 19 ragazze

- Seeonee 31: di cui 19 bambini e 12 bambine

- Fiore Rosso 30: di cui 22 bambini e 8 bambine

  Tot censiti: 201

*          *          *

 

La Comunità Capi del Guidonia 1, previa verifica del precedente Progetto Educativo 2002/2005, nell’anno associativo 2005/2006 ha avviato i lavori per la produzione di un nuovo Progetto Educativo procedendo secondo le seguenti fasi:

-         analisi (interna, esterna, delle risorse);

-         individuazione aree di impegno;

-         individuazione obiettivi;

-         determinazione termine di durata;

-         determinazione modi e tempi di verifica.

 

 

ANALISI  (indice)

 

I punti di maggior rilievo emersi durante la fase di “analisi interna ed esterna” sono riportati sinteticamente di seguito, mentre si estendono per intero le conclusioni relative all’”analisi delle risorse”.

 

ANALISI INTERNA (indice)

 

RAPPORTO CAPI-RAGAZZI

-          strettamente legato al rapporto capo-genitore (rapporto triangolare)

-          in alcuni casi sbilanciamento verso l’amicizia

-          miglioramento nella P.P.

-          difficoltà nel riconoscere i capi di una unità diversa dalla propria

 

RAPPORTO CAPI-GENITORI

-          rapporto triangolare

-          collaborazione + fiducia

 

PERMANENZA E PASSAGGI DI UNITA’

-          conseguenze negative derivanti dalle divisioni dei lupetti in età di passaggio fatte in passato

-          passaggi ai campi un po’ tralasciati

-          ultima giornata passaggi di gruppo OK

-          L/C – E/G : entusiasmo nella fase di passaggio

-          E/G – R/S : sbandamento dovuto all’improvvisa libertà e assenza di verticalità

-          Valorizzazione della P.P.U. nei passaggi di branca -> positiva (vedi specialità l/c – e/g)

 

I NOSTRI RAGAZZI

 

Branca L/C

-          I bambini che compongono i branchi si sono man mano disabituati alla natura e hanno acquisito grande dimestichezza in generale con gli oggetti più moderni, davanti ai quali sono spesso “parcheggiati”.

-          Devono affrontare problemi di relazione con l’altro e con se stessi (i loro momenti di aggregazione spesso si limitano allo stare davanti al computer), in alcuni casi si nota la scarsa accettazione del proprio aspetto fisico, che spesso provoca anche reazioni aggressive verso gli altri.

-          Tendono a non accettare la diversità e hanno difficoltà nel relazionarsi con il “diverso”, ma resta la voglia di scoprirsi e di stare insieme tra maschi e femmine, dopo un inevitabile periodo di adattamento.

-          Hanno difficoltà nel raccontarsi, nel descrivere loro stessi e i loro sentimenti, soprattutto quando sono davanti agli altri.

-          Spesso si dimostrano pigri e stanchi: questo è causato da una parte dal gran numero di impegni che i bambini hanno durante la giornata, dall’altra da una notevole mancanza di attività fisica.

-          La presenza di genitori divorziati porta ad una scarsa presenza dei bimbi coinvolti, oltre ad una mancanza di punti di riferimento per i capi: nel complesso comunque la partecipazione dei ragazzi alle attività è molto alta, i problemi causati da altri impegni ora sono gestiti meglio.

-          Non sono abituati a giocare insieme e per la squadra: fuori dal branco (dove molti comunque si continuano a frequentare) sono abituati a giocare per vincere, quindi chi è più bravo tende a giocare da solo, in special modo i maschi.

-          Nelle uscite e nelle vacanze di branco è evidente la loro poca autosufficienza (molti non si sanno lavare) e capacità di mostrare flessibilità riguardo le proprie esigenze e capricci.

-          Sono mentalmente molto attivi, mostrano vivacità, intelligenza e furbizia (le bambine sono più responsabili e mature dei bambini), hanno un elevato profitto scolastico.

-          Faticano nel rispetto e comprensione delle regole, viene impiegato un certo periodo per accettarle, tuttavia con il tempo capiscono l’importanza dell’impegno e delle responsabilità, soprattutto grazie allo strumento delle Prede.

-          I cuccioli tendono ad essere più volenterosi ed entusiasti delle novità, a differenza dei più grandi che invece sono spesso molto vivaci nonostante l’esperienza maggiore.

-          Non hanno la concezione di appartenere ad uno stesso gruppo, e non riconoscono l’autorità dei capi al di fuori dei loro.

-          Per quanto riguarda l’ambito della fede, si notano tra i bambini evidenti e talvolta gravi lacune ma l’ambientazione giungla e l’ambito francescano sono un valido strumento, soprattutto per la comprensione dell’importanza delle buone azioni.

 

Branca E/G

-          Tutti i ragazzi appaiono molto impegnati (molti di loro, soprattutto i più grandi, vanno a scuola a Roma o a Tivoli o abitano fuori Guidonia) anche se i loro impegni sono spesso gestiti dai genitori.

-          Non sono capaci ad organizzarsi e non capiscono l’importanza dell’impegno preso, tendono ad essere pigri e a vivere passivamente le attività.

-          Generalmente non hanno slanci autonomi né in positivo né in negativo ma accettano con entusiasmo le proposte fatte dai capi.

-          Faticano a concentrarsi e a tirare fuori dei contenuti, sono tuttavia capaci di fare giochi di squadra, restano carenti nell’espressione e hanno paura di mostrarsi.

-          Non hanno ben chiaro in generale un modello di vita e un modo umile di vivere, alcuni invece hanno un obiettivo e convivono con il peso di “dover sfondare”.

-          Molti ragazzi non hanno un buon rendimento scolastico e questo rappresenta uno dei motivi di abbandono del reparto.

-          Sono interessati dalle tecniche e dalle specialità: hanno voglia di imparare. 

-          I nuovi entrati, quelli che non hanno mai fatto scoutismo, accettano meglio la proposta.

-          Hanno difficoltà ad accettare il “diverso”, molti comportamenti denotano addirittura preoccupanti tendenze razziste stereotipate, quasi inconsce.

-          Tendono a non accettare né regole né rimproveri e, spesso, a non riconoscere l’autorità del caporeparto: nei capi viene cercata l’amicizia. Alcuni sono strafottenti e non sanno distinguere i momenti seri da quelli scherzosi.

-          Nei reparti c’è un rapporto di parità numerica e di maturità tra ragazzi e ragazze ma tendono a stare per conto loro e spesso c’è rivalità.

-          La differenza di età si vede soprattutto nelle ragazze, che tendono ad essere molto indipendenti; molte delle ragazze più piccole vogliono sembrare più grandi.

-          Non hanno un’educazione alimentare e cura dei materiali propri e della sede, ai ragazzi non manca mai nulla.

-          Ci sono elementi di diversità ma anche di un’eccessiva rivalità tra i due reparti. A differenza dell’Antares, i ragazzi del Gran Condor non si frequentano in ambiti extrascoutistici e i genitori non si conoscono nella maggior parte dei casi.

-          Non sentono di appartenere ad un unico gruppo: difficoltà a relazionarsi con gli altri capi.

-          Mostrano una sorta di tendenza all’antipatia verso la “Chiesa come istituzione”, comunque si sono riscontrati miglioramenti nel comportamento e nel vivere la Messa.

 

Branca R/S

-          Soprattutto nel noviziato c’è un iniziale smarrimento di fronte all’orizzontalità della comunità.

-          Hanno problemi ad organizzarsi e a conciliare i loro vari impegni (scuola e università ma spesso anche lavoro) ma più che di tempo è un problema di organizzazione e programmazione della propria vita.

-          La disorganizzazione viene vissuta male, come un fallimento, e porta ad avere poca autostima e a scegliere la “via più semplice”.

-          Non c’è la consapevolezza di cosa voler fare “da grandi”: le scelte difficili vengono spesso rimandate, si scelgono lavori temporanei, c’è timore per il futuro.

-          Si nota poca audacia anche nelle attività: non credono nelle loro capacità e si spaventano per le cose che ritengono difficili, non c’è combattività nell’organizzazione del futuro, come se un intoppo fosse un alibi per mollare anziché un muro da scalare.

-          Esistono situazioni familiari problematiche, in particolare al Noviziato: è comunque vissuto in maniera forte il valore della famiglia.

-          I ragazzi cercano l’essenzialità negli scout, poiché la vivono poco in famiglia.

-          L’autofinanziamento è vissuto come un’attività educativa e dunque costruttiva.

-          I rover e le scolte vivono i diversi ambiti della loro vita in modo incoerente: hanno dei momenti di trasgressione che non si legano al resto delle cose che fanno abitualmente, e talvolta vivono situazioni poco edificanti.

-          Riescono a confrontarsi in maniera matura, ma faticano a trovare punti comuni in una discussione, trovando talvolta difficoltà nel confrontarsi e preferendo il conflitto alla sintesi.

-          Sanno accettare la diversità, c’è una totale e gratuita accettazione di membri particolari nella comunità, ma tali persone non vengono sfruttate come un’occasione di arricchimento a portata di mano.

-          Pur con un percorso fatto di alti e bassi, la fede e la catechesi vengono vissute in maniera matura.

-          Hanno difficoltà a capire il significato della politica e a trovare il proprio ruolo all’esterno, rendendosi poco visibili come comunità alla cittadinanza, pur avendo vissuto nel passato esperienze a questo funzionali.

-          C’è disinteresse per la politica intesa come bene comune.

-          Grazie anche alle esperienze di servizio associativo c’è consapevolezza dell’unità di gruppo e in generale dell’associazione.

 

GRUPPO – TRADIZIONI – DOTAZIONI

-          per l’organizzazione e la gestione del gruppo, vedi il punto “Analisi delle risorse “ e più in generale il programma di co.ca per il presente anno.

-          eventi di gruppo -> valutazione complessiva buona perché ricchi di contenuto se ben progettati

-          29 OTTOBRE: ultimamente trascurato

-          PRESEPE VIVENTE/NATALE: incostante e penalizzante quando vissuto passivamente

-          NATALE – SCAMBIO DEI DONI -> buona l’esperienza recente, da riproporre

-          THINKING DAY -> buona l’esperienza recente, da riproporre

-          CARNEVALE -> Ogni anno ci si interroga su come vivere questo evento, fermo restando il costante contributo della branca R/S.

-          VIA CRUCIS -> tradizione consolidata

-          FESTA PRIMAVERA -> finora molto di unità… poco di gruppo

-          CORPUS DOMINI -> vera tradizione

 

ANALISI ESTERNA (indice)

 

REALTA’ TERRITORIALE

-     Guidonia come ORLANDO ?? O forse più come SPRINGFIELD ?!

-     Problema – ambiente

-     Nonostante il Comune di Guidonia sia molto vasto e abbia i problemi che tutti conosciamo,  se analizziamo la realtà che vivono i nostri ragazzi, potremmo dire che per loro Guidonia funziona non tanto come una città ma più come un paese (i ragazzi vivono, più o meno, a “Guidonia centro”, se escono generalmente si incontrano, si conoscono, frequentano gli stessi posti…)

Allo stesso tempo se ne avessero voglia potrebbero usufruire delle offerte della “grande città-Roma”, lì dove Guidonia si rivelasse carente (in questo però bisogna dire alcuni ragazzi sono un po’ pigri e preferiscono rimanere dentro il perimetro della “pinetina”)

 

REALTA’ PARROCCHIALE

-          realtà in evoluzione

-          poca collaborazione

-          realtà disarticolata

 

REALTA’ FAMILIARE

-          benessere economico eterogeneo e nel complesso buono

-          le famiglie vanno verso un risparmio finalizzato ai bisogni secondari (viaggi, tecnologia...) e al mantenimento del benessere nonostante un generale calo del potere d’acquisto dei redditi

-          famiglie interessate alle attività e alle proposte del gruppo e vicine alle esperienze dei figli

-          lavoro come sussistenza

-          livello culturale medio in crescita

 

REALTA’ SCOLASTICA

Subito dopo la famiglia, la scuola è la prima agenzia educativa ed il dato di fatto è che noi, come scout, non ci siamo mai relazionati con essa.

Oggi è vero che la scuola come istituzione è in evoluzione ma è vero anche che ognuna ha un suo “progetto educativo” ed inoltre si tende ad insegnare ai ragazzi a stare insieme e a vivere nella società (nella classe si spinge alla collaborazione, alla conoscenza, al rispetto…no al primo della classe…sana competitività…) e si fa molta attenzione ai casi problematici.

 

ELEMENTARI

-          i bambini hanno sempre meno disciplina e le regole si accettano sempre meno

-          i bambini prendono in giro i compagni con problemi e quelli extracomunitari

-          sono più maleducati

-          i genitori li difendono in ogni occasione

-          studiano meno perché hanno troppi impegni

-          i genitori hanno poco tempo per seguirli, delegano molto alla scuola, anche l’educazione

-          a mensa i bambini mangiano poco

-          rapporto più o meno amichevole tra insegnante e bambino

-          i bambini extracomunitari hanno più voglia di studiare

 

MEDIE

-          parecchi sono bravi, si impegnano e hanno voglia di studiare

-          altri trovano difficoltà a livello comportamentale

-          gli elementi negativi a volte trascinano anche i più bravi

 

SUPERIORI

-          complessivamente i ragazzi sono preparati

-          le famiglie sono più o meno presenti ma alcuni scoprono i risultati e l'andamento scolastico dei figli solo al momento delle pagelle -> o loro non si interessano o i figli mentono

-          i quarti e i quinti iniziano a interessarsi al mondo dell’università

-          in quinto fanno poche attività extra

-          mancano in generale ideali ed interessi politico-sociali

-          poco interesse per lo sport, aumento di fumatori

 

UNIVERSITA’

-          i ragazzi partono spesso già perdenti e demotivati

-          alcuni trovano un lavoretto su cui si adagiano; esso diventa spesso un alibi per non guardare al futuro in maniera più seria

 

RAPPORTO CON ALTRI GRUPPI SCOUT

-          superata un’iniziale diffidenza i ragazzi sono capaci di collaborare e confrontarsi con gli altri gruppi scout a tutti i livelli.

-          A Guidonia ci sono altri due gruppi scout oltre al nostro: Guidonia 2 e Guidonia 3. Negli ultimi tempi in particolare abbiamo avuto modo di confrontarci e collaborare in più di un’occasione con il Guidonia 2, gruppo più vicino sia territorialmente che socialmente, con risultati molto positivi.

 

ANALISI DELLE RISORSE (indice)

 

La Comunità Capi del Guidonia 1 è attualmente composta da n. 20 capi in servizio, di cui n. 13 uomini e n. 6 donne con una età media di anni 25,3, un capo a disposizione ed un Assistente Ecclesiastico, da quest’anno alla sua prima esperienza sia come parroco che come assistente di un gruppo scout.

Tale numero è stato raggiunto nel corso del presente anno associativo grazie all’ingresso di n. 6 nuovi capi, tutti uomini. Ad inizio anno, infatti la Comunità Capi era composta da n. 15 capi di cui n. 9 uomini e n. 6 donne.

Riguardo la formazione capi:

-         I capi che hanno raggiunto la “nomina a capo” sono n. 8, di cui n. 5 uomini e n. 3 donne;

-         i capi che devono completare il loro iter formativo sono n. 6, di cui n. 3 uomini e n. 3 donne;

-         i capi che devono iniziare il loro iter formativo sono n. 5, tutti uomini.

Al momento tutti i capi devono fare il Progetto del Capo, o perché hanno già verificato il precedente, o perché non lo hanno ancora stilato per la prima volta.

Alla luce di quanto sopra si evince che:

-         nonostante il numero dei membri della Co.Ca. sia attualmente sufficiente a garantire la composizione di tutte le staff di unità, c'è una leggera carenza di “capi donna”.

L’auspicio è che nei prossimi anni aumenti la componente femminile della Co.Ca., al fine di garantire con maggior tranquillità e stabilità la necessaria diarchia richiesta per la composizione delle staff di unità.

-         si riscontra un insufficiente numero di capi che abbiano terminato l’iter formativo, pertanto occorrerà dedicare la giusta attenzione alla formazione di tutti capi stimolandone il completamento, con lo scopo di garantire non solo la regolarità nella direzione di unità secondo quanto previsto dall’Agesci, ma anche la giusta qualità e competenza nello svolgere servizio educativo per i ragazzi.

 

*          *          *

 

Si evidenzia che in fase di programmazione del presente anno associativo, al fine di aumentare il senso di corresponsabilità fra i capi e di gestire in modo adeguato un gruppo “storico” e dalle grandi dimensioni come il nostro, la Comunità Capi ha deciso di dotarsi di una struttura interna che ricalca l’organizzazione ministeriale, prevedendo all’uopo una suddivisione dei principali incarichi fra gruppi di capi per competenze.

In proposito, dopo un’attenta valutazione delle principali priorità ed esigenze, si è giunti alla definizione delle seguenti “aree di competenza ministeriale”:

-         Base Scout;

-         Materiali;

-         Economia;

-         Comunicazione e accoglienza;

-         Rapporti

-         Coordinamento

Inoltre si rappresenta che la Co.Ca., nel valutare le risorse di cui dispone per l’attuazione del presente progetto educativo, ha tenuto conto:

-         del cammino, delle esigenze e delle prospettive di ogni singolo capo, pur in assenza del progetto del capo;

-         del cammino, delle esigenze e delle prospettive della Co.Ca. (ed in proposito si è voluto sottolineare l’incoraggiante carattere dimostrato di fronte le problematiche e le difficoltà presentatesi durante l’anno, considerato anche il non trascurabile numero di capi (n. 7) che non hanno dato la disponibilità al servizio ad inizio anno, determinandosi in questo modo, all’avvio delle attività, la presenza di un numero di capi appena sufficiente alla copertura di tutte le unità);

-         delle dotazioni di cui dispone il gruppo;

-         dell’importanza del rapporto tra capi e famiglie, indispensabile alla calibratura di un servizio educativo ”mirato” che sappia tradursi in un contributo efficace alla crescita dei ragazzi e che sappia ben integrarsi con l’educazione dagli stessi, ricevuta in primis dai propri genitori;

-         dell’importanza di considerare la possibilità di confronto anche con l’altro significativo ambiente educativo che riguarda i nostri ragazzi, ossia la scuola;

-         dei livelli superiori AGESCI ed in particolare della zona.

 

AREE DI IMPEGNO  (indice)

 

    Alla luce dell’analisi complessiva svolta, la Comunità Capi del Guidonia 1, cosciente delle proprie forze e fiduciosa nei propri mezzi, ha definito per il presente Progetto Educativo le seguenti “aree di impegno”:

-Educazione del carattere (diviso nelle seguenti sotto-aree: “educazione alla progettualità”, “educazione alla conquista”, “educazione alla comunicazione”, “divertimento e trasgressione”, “educazione alla diversità”);

-Salute e forza fisica;

-Educazione alla Fede;

-Gruppo;

-Ragazzi con esigenze particolari;

 

ed ha fissato d’intesa, ripartiti in ciascuna “area di impegno” (per il triennio 2006/2009), i seguenti:

 

OBIETTIVI  (indice)

 

- EDUCARE ALLA PROGETTUALITA’

Le difficoltà che i ragazzi generalmente incontrano nell’organizzare la propria vita, suggeriscono di orientare i nostri sforzi verso una proposta capace di trasmettere l’importanza del “sapersi progettare”.

Intendiamo puntare alla progettualità come stile di vita per portare i ragazzi ad “osare” di scegliere una tra le infinite strade possibili che la vita propone.

Per raggiungere un obiettivo è necessario costruire un percorso partendo, concretamente, dall’analisi delle proprie risorse, passando per tante piccole tappe intermedie che permettono di fare il punto e ripartire.

Abbiamo riscontrato che i limiti che spesso condizionano l’attitudine dei nostri ragazzi ad affrontare e gestire le varie situazioni di vita, impedendo di orientare e organizzare i propri sforzi coerentemente verso il raggiungimento di un obiettivo, sono costituiti principalmente da:

-non sentirsi in grado o pronti ad affrontare una scelta che può essere determinante e/o di non riuscire a comprenderne il reale valore e peso in prospettiva futura;

-difficoltà nel perseguire con costanza un obiettivo;

-rischio di un superficiale senso di responsabilità verso i propri impegni;

-sfiducia nella possibilità di raggiungere un risultato finale.

In relazione a quanto precede, ci impegniamo ad aiutare i nostri ragazzi a:

-scoprire e valorizzare i propri talenti al fine di rafforzare la propria autostima;

- prendere coscienza dei propri limiti favorendo non solo una matura accettazione degli stessi, ma anche la scoperta di possibili margini di superamento.

 

- EDUCARE ALLA CONQUISTA

In controtendenza con ciò che suggerisce la società moderna che fa del “tutto e subito” il suo motto, ci proponiamo di trasmettere ai ragazzi il valore delle cose che li circondano e che ottengono.

Dietro ogni risultato deve esserci innanzi tutto una scelta, l’individuazione di un obiettivo (vedi progettualità) la cui realizzazione deve essere il frutto di un percorso non casuale; solo in questo modo ogni scelta maturata e obiettivo raggiunto possono acquisire una loro propria e uguale dignità.

Pertanto l’educazione alla conquista assume il significato dell’impegnarsi con sacrificio nell’ottenere un risultato che è tanto più importante e soddisfacente quanto più si è faticato per arrivarci (“chi semina, raccoglie”).

Lo stesso discorso vale anche per l’autofinanziamento e la cura dei materiali: le cose conquistate assumono per il ragazzo un valore diverso che lo rende più responsabile e attento alla loro cura.

 

- EDUCARE ALLA COMUNICAZIONE

Riteniamo che nella società odierna vi siano pochi ed insufficienti stimoli idonei a sensibilizzare i nostri ragazzi verso l’importanza di sviluppare un’adeguata, corretta ed efficace padronanza della propria capacità di comunicazione, intesa sia come mezzo di espressione di sé, sia come strumento di relazione con gli altri.

Nell’epoca di internet e delle consolle, ma anche dei reality e degli stereotipi imposti dalla tv, rischia di assopirsi l’interesse a parlare di sé, così come rischia di passare in secondo piano l’interesse al confronto dal vivo, costituendo ciò un non trascurabile ostacolo allo sviluppo di una mentalità che ponga la propria persona come unica protagonista della propria vita (e quindi del proprio progetto), desiderosa di porre fruttuosamente la propria esperienza in relazione e al servizio dell’altro.

In questo quadro, lo scoutismo si inserisce come realtà del tutto atipica ed originale, come valida proposta alternativa per il mondo giovanile, che ci spinge ad impegnarci per offrire ai nostri ragazzi occasioni ove sperimentare la gioia del raccontarsi e del confronto autentico con l’altro, favorendo il più possibile, dal punto di vista comunicativo, il rilancio della ricerca di una corretta forma quale miglior espressione della sostanza.              

 

- DIVERTIMENTO E TRASGRESSIONE

Rimane presente una certa sottovalutazione delle conseguenze di comportamenti universalmente ritenuti nocivi per la salute, come il fumo e il consumo di bevande alcoliche.

Questa sottovalutazione deriva anche dall’attitudine, diffusa tra i ragazzi, di considerare alcuni ambiti, come la cerchia abituale di amici, alla stregua di luoghi ove talune trasgressioni rivestano un ruolo identificativo e caratterizzante della propria personalità e del proprio ruolo.

I ragazzi trovano in tal senso una giustificazione ad alcuni loro comportamenti che poi non regge alla prova della razionalità.

Alla luce di quanto sopra, intendiamo contribuire alla formazione di una personalità solida che, in coerenza con la propria identità scout, non ceda alla superficialità, non subisca passivamente l’influenza degli aspetti negativi del vivere alla moda, non assuma comportamenti nel timore di rimanere esclusi ma che impari man mano a comprendere e dominare le proprie debolezze, acquisendo la consapevolezza dell’importanza del sapersi divertire in maniera sana, rifuggendo da inutili trasgressioni.

 

- EDUCARE ALLA DIVERSITA’

Abbiamo riscontrato che i nostri ragazzi talvolta presentano difficoltà ad accettare l’altro nella sua diversità, sia essa culturale, fisica, etnica o caratteriale.

Sarà nostro compito portare i ragazzi all’accettazione prima di sé stessi e poi degli altri, partendo dal presupposto che tutti siamo diversi e quindi unici e originali, per far sì che ognuno sia capace di accogliere l’altro e di considerarne la diversità un’importante fonte di ricchezza.

Le differenze, in quest’ottica, non ostacolano ma aiutano a camminare insieme.

 

Nel metodo educativo di B.P. la cura della salute e della forma fisica riveste un’importanza primaria come mezzo per educare i ragazzi al rispetto del proprio corpo in quanto dono di Dio, alla conoscenza e accettazione dei propri limiti, alla consapevolezza della propria unicità e della fondamentale importanza dell’interazione con gli altri.

Nel corso degli anni si è notata una progressiva perdita del gusto della competizione sportiva nei ragazzi e la difficoltà a cimentarsi in giochi che comportino la sfida e una minima capacità atletica.

Tutto ciò ha comportato nei ragazzi stessi la difficoltà di accettare i propri limiti e le proprie caratteristiche, con conseguente progressiva incapacità di manifestare le proprie emozioni attraverso l’utilizzo del contatto fisico.

Fatto salvo quanto già evidenziato nel punto ”Divertimento e trasgressione” circa la problematica relativa al fumo ed al consumo di bevande alcoliche, assistiamo inoltre al consolidarsi di abitudini alimentari sbagliate, unite ad una certa insensibilità verso il problema della scarsità di risorse che investe la maggior parte della popolazione mondiale.

Alla luce dell’analisi effettuata si vuole recuperare la capacità educativa delle attività atletiche, sottolineando l’importanza di un sano spirito di competitività, dell’accettazione del risultato e dell’eventuale sconfitta, della continua voglia di migliorarsi.

Sarà data la giusta importanza all’informazione alimentare e si sensibilizzeranno sempre di più i ragazzi al valore economico, energetico e salutare di ciò che mangiano o di ciò che sprecano.

 

Il percorso educativo che accompagna i nostri ragazzi verso la maturazione dell’uomo e della donna della partenza si caratterizza per la centralità della proposta cristiana.

Ci impegniamo, pertanto, a sviluppare un coerente progetto di fede che consenta ai nostri ragazzi di sperimentare la ricchezza dei valori cristiani nella vita di tutti i giorni per favorire una naturale e autentica interiorizzazione degli stessi.

Per questo puntiamo a valorizzare il cammino di fede nella progressione personale ed attraverso “momenti forti” tipici della spiritualità scout, che non rimangano esperienze isolate ma integrate tra loro in un cammino capace di armonizzare la dimensione personale con quella comunitaria.

Si evidenzia l’importanza di educare la spiritualità di ciascun ragazzo promuovendo una conoscenza più profonda delle Sacre Scritture e della vita di Gesù, così come la scoperta della preghiera.

Infine rileviamo la necessità di avvicinare e coinvolgere gradualmente la figura dell’A.E. nella pianificazione del percorso di catechesi nelle branche, in modo da collaborare insieme alla programmazione e realizzazione dei momenti di animazione spirituale per i ragazzi; l’intento è fare in modo che sia noi capi che i ragazzi possiamo abituarci a vedere nell’A.E. un Capo, con un carisma in più.

 

La dimensione del gruppo, caratterizzato ormai da diversi anni da un rilevante numero di iscritti, impone di rivolgere un’attenzione particolare al tema della “identità di gruppo”, di modo da rendere sempre viva in ciascun ragazzo la percezione di essere membro di un unico corpo.

Pertanto ci impegniamo a far sì che “tradizioni” ed “eventi di gruppo” siano veicolo di coesione per tutti, oltre che occasione di incontro unitario, con l’intento di far scoprire ai nostri ragazzi il gusto per il senso di appartenenza ad una realtà più ampia, ricca e responsabile della sua storia che le ha da sempre riservato un ruolo importante sul territorio.

In coerenza con quanto sopra, consideriamo il momento di passaggio da una branca all’altra, vissuto costantemente negli ultimi anni come “evento di gruppo” durante la giornata di apertura dell’anno associativo, un’occasione concreta ove rendere visibile l’evoluzione dinamica della Progressione Personale di ciascuno, nell’ottica di un cammino unitario.

Pur riconoscendo l’importanza della tradizione di ogni singola unità, ci impegniamo ad accorciare le distanze, nonché a valorizzare le diversità esistenti e/o sentite dai nostri ragazzi nelle unità doppie appartenenti ad un’unica branca (i due branchi e i due reparti), mantenendo al contempo sempre vive quelle note caratteristiche che unitamente al patrimonio di esperienza maturato nel corso del tempo, hanno positivamente distinto la nostra realtà delineando i caratteri di uno “stile di gruppo”, spesso rivelatosi invece autentico tratto di unione fra le nostre unità.

Intendiamo mantenere ed accrescere nei ragazzi del Clan e del Noviziato la consapevolezza di essere parte di un’unica comunità R/S.

 

  • RAGAZZI CON ESIGENZE PARTICOLARI (indice)

Da molti anni nel Gruppo sono presenti ragazzi diversamente abili o con situazioni particolari, come difficoltà di integrazione e di relazione con gli altri.

L’esperienza più che decennale con simili situazioni ha portato i capi del Gruppo a formarsi una sensibilità sullo specifico problema, maturando la necessità di una migliore integrazione di tali ragazzi nelle unità.

È necessario seguire un iter educativo che tenga conto dei disagi che i ragazzi in queste condizioni soffrono. Tale iter, pur nel rispetto delle esigenze di ognuno, non può essere svincolato da quello degli altri ragazzi, ed è necessario che sia condiviso tra i capi, per poter sempre avere un unico filo conduttore attraverso l’intera Progressione Personale Unitaria.

 

 

 

MODI E TEMPI DI VERIFICA  (indice)

 

La Comunità Capi del Guidonia 1 avrà cura di verificare il presente Progetto Educativo nel corso del triennio di validità ogniqualvolta lo riterrà necessario, concordando opportunamente momenti ad hoc, dedicati a tal fine.

Tuttavia, l’effettività e l’efficacia reale di un Progetto Educativo si misurano con l’attitudine dello stesso a rivelarsi un utile strumento di guida e di riferimento per l’azione educativa.

Pertanto, posto che i principi in esso contenuti dovranno orientare i capi alla modulazione della proposta per ciascuna unità e che ogni attività ed evento vissuti durante l’anno costituiranno di per  sè occasioni utili per verificarne l’attuazione e la validità, consideriamo in particolare i momenti della presentazione e della verifica dei programmi di unità come momenti funzionali anche alla verifica del Progetto Educativo.

 


torna su

 


 

webmaster: flavio.t